Polaroid: gli ultimi pionieri

Schiacci un bottone, senti il rumore del rullo e poi pian piano esce un rettangolo di plastica tutto nero. Quell’emozione nell’attesa, incertezza e speranza, che compaia un qualcosa che poi possa rimanere a fermare un sentimento, uno scherzo, un ricordo, quel ricordo che hai paura che un giorno svanisca. E invece è li, in quel pezzetto di plastica, con una cornice bianca, buffa, veramente ingombrante, quasi fatta apposta per metterci una data, una frase d’amore, un informazione, e finire appesa con una calamita al frigo a farti compagnia quotidianamente. Questa era la magia della polaroid.

Ma i tempi sono cambiati e ora il digitale ha preso il suo posto. La polaroid è diventata vintage e il suo fascino viene scoppiaziato da una miriade di APP per il Photofonino. Ma diciamoci la verità non è mica la stessa cosa.

Eppure c’è ancora qualcuno che la usa: sono gli ultimi pionieri della Polaroid. Quasi tutti Bengalesi o Pakistani, si aggirano per Milano e hanno tutti la macchina fotografica al collo e dei grossi mazzi di rose in mano. Sono educati e gentili. Sbucano dal nulla, ti balzano davanti e ti propongono quel pezzetto di magia.

E così è capitato anche a me, anni fa, ero in giro per  Milano, quando mi sento dire: “Foto??” Mi giro ed era lui, uno degli ultimi pionieri. Sono stato sempre affascinato da quelle macchine, avevo delle foto da ragazzino ma quell’aggeggio non lo avevo mai usato. Allora gli rispondo, OK però io a te. Lui mi guarda un po’ basito. “Ma come?” mi dice; “Si dai fammela provare.” E lui accetta. La macchina è un modello nuovo, esteticamente niente a che vedere con quelle vecchie, queste sono grandi e goffe, un po’ bruttine direi. Mi dice che le cartucce le prende in De Angelis, 12 euro 10 foto. E poi attacca a spiegarmi la tecnica e anche tutti i segreti di composizione:  “Guarda li dentro! bene in mezzo persona e ferma ……. Quando pronto schiaccia lì!!”, “Grazie capo” rispondo io. Da buon allievo, eseguo tutti i suoi insegnamenti e click la mia prima polaroid. Da quel giorno, non mi sono più fermato e ogni volta che sono a zonzo per Milano e sento … Foto?? mi compare un grosso sorrisone sulla faccia e rispondo … “Ma certo che si!!”

Adesso, dopo un po’ di esperienza sul campo, e dopo aver conosciuto quasi tutti i migliori maestri Bengalesi, mi sono deciso e mi sono comprato anche io una polaroid, una di quelle vecchie però, bellissima, nera con la classica striscia a colori. Usata, 30 euro. Mi sento pronto, so come si usa, ho imparato la tecnica compositiva dai grandi maestri, ora …….. devo solo comprarmi le cartucce e un mazzo di rose e potrò anch’io essere uno degli ……..  ULTIMI PIONIERI DELLA POLAROID.

P.S.: “La cosa che più mi ha divertito nel realizzare questo progetto, è pensare che è stato fatto uscendo di casa senza macchina fotografica.”